Ciao :-)

Il Tuo ultimo caffè? Io non bevevo caffè (ora lo bevo con Baileys oppure con il latte quando voglio trasgredire ;-))  quindi ero poco attenta a questa sostanza; un grave errore che per fortuna dei miei pazienti ho corretto anni fa leggendo questo articolo:

Illuminante articolo di LUCIANO GANAZZA www.medicinenon.it

“Mi ricordo il primo caffè che ho bevuto.
Avevo 14 anni e mi trovavo al bar della piazza con mio zio, un preside di scuola media.
Il barista lo salutò: “Buongiorno Signor Preside!” sorridendo e mettendo enfasi su “Signor Preside” con l’attenzione riservata ai clienti di riguardo. Aggiunse:”…Caffè?”
Mio zio: “Sì grazie”… poi rivolgendosi a me: “E tu cosa vuoi?…la Coca Cola o il Chinotto?”
E io: “Voglio anch’io il caffè!”
“Ma sei sicuro?…Guarda che è amaro…non so se ti piace….e poi non fa bene ai ragazzi giovani..”
Sì sì, voglio il caffè!”

E così ebbi il mio primo caffè, non mi piacque, era amaro anche con la bustina di zucchero, e mi “legava” la lingua. Il mio istinto lo rifiutava, era un veleno, ma la mia determinazione a voler entrare a far parte del mondo dei grandi prevalse sull’istinto. Poi divenne un’abitudine, bere il caffè come i “grandi”.

Il caffè è entrato a far parte del costume di ogni popolo della terra. Ognuno ha i suoi riti a riguardo, i suoi modi di prepararlo, tanto diversi che ti aspettano sorprese se non sei preparato.

Mi ricordo il mio primo caffè ad Istanbul, mi ritrovai con la bocca piena di fondi di caffè, che vengono rigorosamente messi nella tazza!

Per non parlare di Napoli, non per niente c’è la caffettiera napoletana, dove ti mettono sempre un bicchierino di acqua da bere prima, per sentire meglio il gusto. Poi c’è che lo beve dopo, ci sono un sacco di varianti e vengono fornite un sacco di motivi e spiegazioni su come bere il caffè.

Mi ricordo i pranzi di Natale e di Pasqua, quando mia madre, alla fine del pasto, rivolgendosi a tutti i parenti, mentre ci sentivamo tutti come un anaconda che ha appena ingoiato una mucca, proferiva le parole magiche: “Faccio il caffè!”

Allora le zie si offrivano di aiutarla, e alzandosi dalla sedia esclamavano: “Mamma mia, non sento più le gambe, ci vuole proprio un bel caffè”.

Si preparavano le caffettiere da 12, da 6 e da 3 tazze per poter soddisfare la domanda, e tutti poi bevevamo il caffè, quello buono, comprato in Svizzera assieme al cioccolato.

I grandi bevevano poi l’amaro, il nocino fatto in casa, o la grappa sempre fatta in casa dallo zio Armando che aveva l’alambicco in cantina.

Il caffè è diventato un fattore di aggregazione sociale. Si beve un caffè al bar quando ci si incontra, nelle case quando si è ricevuti come ospiti.

Quando vendevo a porta porta, dopo aver rotto il ghiaccio, mi chiedevano quasi sempre: “Lo beve un caffè?” e se formulavi qualche scusa per cui non potevi berlo rimanevano delusi, si rompeva l’incanto e la vendita a volte non si concludeva per quel piccolo incidente del caffè rifiutato.

Certe sere, alla fine della giornata, non ne potevo più di bere caffè, ma il giorno dopo tutto iniziava da capo.

Ci fu un periodo in cui presi dei distributori automatici di bevande calde in gestione, quelli che si trovano nelle fabbriche e negli uffici. Avevo un’intera provincia, grosse fabbriche di oltre 2000 operai e persino un aeroporto, e il caffè entrò nella mia vita fin in fondo all’anima, ammesso che sia possibile.

Dal mio fornitore c’erano dei poster appesi alle pareti del magazzino con le foto di tutti i tipi di caffè verde, altri con tutti i tipi di caffè tostati, le percentuali delle miscele, tutti i segreti e la storia del caffè. E non poteva mancare un poster che elencava tutte le buone qualità del caffè.

Quando caricavo e pulivo uno dei miei distributori, poi assaggiavo il caffè, era buono, e passavo al prossimo. Beh ero nervosetto devo dire, ai semafori spesso mi sentivo ribollire il sangue quando chi era davanti a me non partiva immediatamente quando compariva il verde.

Viene da dire: “Beh certo, tutto quel caffè che bevevi non ti faceva bene di sicuro, ma se bevuto con moderazione è un ottima bevanda energizzante…”

Ed è qui dove sta la trappola!

Caffè, Vero e Falso

Tutto quello che viene detto sul caffè riguardo al suo far bene non è assolutamente vero per niente!

E’ tutto falso, tutto quello che dice la pubblicità, e qui non ci vuole un genio per capire che “più ne mandi giù e più ti tira su è una emerita bugia.

Ma è tutto falso anche quello che dicono i dottori, i dietologi, che non si espongono troppo dicendo che “con moderazione” il caffè fa bene, aiuta la digestione, da una spinta di energia, ecc.

Lo stesso discorso con il cioccolato, a cui si aggiungono gli psicologi che dicono che cura la depressione, perché siamo tutti dei poveri bambini cresciuti carenti di affetto e ci possiamo coccolare con il cioccolato che contiene la teobromina che sollecita le endorfine e ritroviamo il paradiso in terra.

Oltre a tutto questo bisognerebbe parlare anche dello zucchero che viene quasi sempre aggiunto al caffè, ma credo che ormai sia conoscenza comune che fa male all’organismo e non ne parliamo se non accidentalmente.

Il caffè in realtà è un veleno, e più esattamente lo è la caffeina che esso contiene.

La caffeina da un sapore amaro alle foglie e ai chicchi di caffè, è un sistema di difesa della pianta per non farsi mangiare dagli insetti o dagli animali. E’ una sostanza tossica. il caffè inoltre contiene quasi 200 altre sostanze tossiche incrementate dai processi di tostatura.

Non dà alcuna energia, anche se ci sentiamo più carichi di energia dopo averne bevuto.

Quando ne beviamo, il corpo interviene abbastanza rapidamente per eliminare questo veleno che stimola le ghiandole endocrine del corpo inducendole a secernere ormoni, come l’adrenalina per esempio. Non è che aggiunga energia, ma induce il corpo ad usare quella che ha in quel momento, poca o tanta che sia. Se sei debole e carente di energia, il caffè, stimolando il sistema endocrino, ti costringerà ad usare la poca energia che hai e sentirai un innalzamento del tono e potresti pensare che il caffè e lo zucchero ti hanno dato energia.

Puoi far correre un cavallo stanco frustandolo, ma le frustate non danno energia al cavallo, lo costringono ad usare quella che ha e se continui a frustarlo continuerà fino a quando schianta con la bava alla bocca.

Il caffè è la frusta e dopo le frustrate sarai più stanco di prima, avrai ancora meno energia, e una buona parte di essa viene usata dal corpo per liberarsi della droga, la caffeina. Ma se bevi un altro buon caffè, ritorni in forma!

I reni sono fra gli organi che soffrono di più a causa della caffeina. I loro tessuti drogati non riescono a trattenere molti minerali come calcio, ferro, potassio, zinco ed altri e vitamine del gruppo B.

Se pensi di avere tanta B12 e devi liberartene, bevi caffè!

Oltre a questo le ghiandole surrenali, sottoposte a superlavoro, si deteriorano progressivamente.

Depressione

Questa carenza di vitamine e minerali abbassa il tono generale dell’organismo e a livello mentale si manifesta come una forma di depressione. Chi si rivolge a uno psicologo ritorna a casa con le scatole di antidepressivi, per “curare” una depressione di cui non se ne conosce l’origine o il motivo.

Infatti non esistono in questo caso ragioni per essere depressi. Quanti sono le persone in cura per questo tipo di depressione proveniente da cause ignote, a cui spesso vengono attribuite cause inesistenti perché quella vera non viene rilevata?

Molte persone depresse che assumono psicofarmaci sono anche accaniti bevitori di caffè. Stanno curando ciò che è ritenuto un disturbo mentale quando in realtà è uno scompenso biochimico, aggravato dall’ulteriore intossicazione provocata dagli psicofarmaci.

Questa potremmo chiamarla la Coffee Connection.

Assuefazione

Quando bere il caffè è diventata un’abitudine, è presente l’assuefazione e la dipendenza, come avviene per qualsiasi tipo di droga.

Molti sanno che per mettersi in marcia al mattino devono prima prendere il caffè, altrimenti si sentono uno straccio.

Se non bevono il caffè non riescono ad andar di corpo, se non lo bevono dopo il pranzo non riescono a riprendere il lavoro senza essere appesantiti e assonnati.

Molti anziani non potrebbero farne a meno per non passare la giornata intontiti. Il guaio è che il loro corpo diventa sempre più intossicato e i processi di disintossicazione sempre più lenti e insufficienti, rendendo la vita un tirare avanti invece che un appagamento.

La digestione nelle persone onnivore è un serio problema. L‘enorme quantità di cibi inadatti all’alimentazione umana impedisce al corpo di digerire senza dover sacrificare molta energia sottraendola alle normali attività della vita, come il lavoro, lo studio o il divertimento.

Mal di testa

Molti passano le prime ore del pomeriggio digerendo e lavorando con fatica perché l’energia è quasi tutta usata per il processo della digestione. Non si vede l’ora che arrivino le cinque. Un caffè stimola le ghiandole endocrine e sembra che la digestione vada meglio, ma l’impoverimento della riserva di minerali come sodio e potassio e vitamina B1 e la ridimensionata produzione di ormoni provocano il mal di testa.

Allora si prendono le pastiglie per il mal di testa, molto ben pubblicizzate per la rapidità con cui rimettono in pista. Guarda caso quasi tutti quei farmaci contengono caffeina, che stimolano l’organismo nuovamente per poi farlo precipitare, su e giù, su e giù come sulle montagne russe.

Non per niente la coca cola, che contiene caffeina, inizialmente è nata come un rimedio per il mal di testa.

Disinformazione e Denaro

Chi non beve mai caffè è un mosca bianca. Tutti gli altri più o meno sono assuefatti al caffè.

I medici insistono che un uso moderato del caffè non è così dannoso come sostiene chi è di parere contrario. Ma l’uso moderato del caffè è un’illusione. Presto o tardi l’uso diventa sempre meno moderato per finire nell’uso costante e abitudinario.

Gli stessi medici che fanno simili affermazioni sono essi stessi assuefatti al caffè, e si stanno comportando come i loro colleghi degli anni passati che fumavano e suggerivano ai pazienti di fumare qualche sigaretta per approfittare di un momento di “distensione”.

Perché dunque tutte queste menzogne sul caffè e sul cioccolato, che si differenzia per il fatto che contiene teobromina invece che caffeina, pubblicizzati come prodotti energetici?

In questo mondo sempre più aberrato, dove i valori etici e morali stanno scomparendo, bisogna seguire il filo del denaro per scoprire il motivo del persistere di false teorie e nefaste abitudini, come succede con il tabacco, che nonostante anche i sassi ormai sappiano che accorcia la vita, continua ad essere venduto ovunque e in certe nazioni, come in Italia, lo stato vuole essere sicuro di essere l’unico ad approfittare di questa sorgente di denaro che procura morte prematura ai suoi cittadini, beneficiando quindi anche l’ufficio pensioni.

La coltivazione del caffè è la più grande del mondo. Supera ogni altra massiccia coltivazione, quella del frumento, del granoturco, del tabacco, della soia.

Come in tutte le coltivazioni intensive, fertilizzanti, diserbanti, e altri prodotti chimici vengono usati senza controllo, in quanto in quei paesi le cui risorse principali dipendono dal caffè, le leggi che dovrebbero regolare la sua coltivazione e le attività correlate sono alquanto permissive.

Le conseguenze sono inquinamento ambientale, maltrattamento della mano d’opera, malattie professionali, avvelenamento da sostanze chimiche, distruzione della flora e fauna native, violazione dei diritti dell’uomo.

Un buona parte del pianeta viene coltivata a caffè, cacao, the, canna da zucchero, barbabietole, uve da vino, per l’ottenimento di sostanze che non sono alimenti ma stimolanti, droghe leggere lecite.

Se al loro posto venisse coltivata frutta e verdura, non esisterebbe la fame e la popolazione sarebbe certamente più sana.

Parecchie cose gravitano intorno al caffè. La macchina del caffè che si rompe è un problema per un bar. Un bar senza caffè non sopravvive.

Un mio amico era titolare dell’ultimo bar prima della zona industriale di una città, ed era il primo dall’uscita dell’autostrada. Apriva alle 5 del mattino e quando alzava la serranda c’era già gente fuori ad aspettare. Alle 11 del mattino aveva già fatto più di 1000 tra caffè e cappucci, oltre alla vendita di brioches e biscotti. dietro al banco aveva una grossa cesta dove riponeva centinaia di tazzine che il personale non riusciva a lavare per stare dietro alla richiesta di caffè nelle prime due ore. Risolse il problema costruendo un altro bar al lato opposto della strada, ma ben presto i caffè erano diventati 2000, 1000 per bar. Lui deve la sua fortuna al caffè e come lui molti altri, in un modo o nell’altro.

Non possiamo dire quindi che il caffè non sia popolare, non è il gusto che lo ha reso tale, che deve essere calmierato dallo zucchero e dal latte, ma piuttosto deve la sua popolarità all’effetto stimolante tipico delle droghe.

Naturalmente ci sono istituti di ricerca assoldati dalle compagnie del caffè, che ti dimostrano che il caffè rende più attivi, che il cioccolato rende felici, ma omettono di dire che il prezzo da pagare non è solo quello della tazzina di caffè o della barretta di cioccolato. La salute viene progressivamente compromessa, ma raramente lo si associa al caffè e questo è il vero prezzo da pagare.

Caffè Biologico

Nei negozi di alimenti biologici troviamo anche il caffè e il the biologico. Inoltre ci sono anche caffè provenienti da gruppi che gravitano intorno al consumo equo solidale.

Per quanto si voglia aiutare i coltivatori indipendenti e boicottare le grandi arroganti compagnie, il caffè è comunque un veleno sia che provenga dal mercato equo solidale o che sia biologico, non è meno dannoso di quello delle confezioni 3 per 2 vendute al supermercato. E’ un veleno biologico o solidale

Come liberarsi

E questo è il paragrafo più importante di tutto l’articolo. Una volta compreso che il caffè non è così innocuo o addirittura benefico come vogliono farci credere i testimonials delle varie marche del caffè, è meno difficile liberarsi.

Puoi osservare che negli spot pubblicitari le compagnie del caffè non risparmiano, impiegano sempre personaggi molto popolari (e costosi), non delle anonime comparse. Il risultato delle campagne pubblicitarie di solito supera le più ottimistiche aspettative. Non c’è bisogno di fare pubblicità al caffè, le varie società cercano solo di convincerti che il loro caffè è più buono di quello di un’altra società, ma l’acquisto avviene principalmente in base alla simpatia suscitata dal testimonial. Poi magari varie marche di caffè lo comprano dagli stessi fornitori e torrefattori.

Viviamo in un mondo di immagine associata all’emozione. Un veleno può essere fatto passare per prodotto energetico con una bella confezione e una divertente scenetta di 120 secondi.

Ma se stai leggendo questo articolo e non stai pensando: “Ma questo è pazzo!” riferendoti a chi l’ha scritto, sei sulla strada giusta per liberarti dalla trappola del controllo mediatico.

Per liberarsi del caffè si può passare al caffè decaffeinato, che credo che sia comunque tossico per le tracce di solventi usati per estrarre la caffeina e poi chissà cosa altro ci fanno.

Spesso si ritorna in breve tempo al “vero” caffè e ci si ritrova da capo.

Un altro potrebbe essere il caffè d’orzo, e questo mi sembra il miglior sostituto. Il concetto di sostituire tuttavia indica la presenza del rimpianto dell’amata bevanda. Ce ne vogliamo liberare perché ci fa male, ma ci manca tutto il resto, il background associato ad esso.

Mi ricordo un periodo vissuto alla Franz Kafka a Puerto Banus dove leggevo libri seduto a un tavolino fuori del bar Sinatra, sulla banchina del porto e sorseggiavo da una tazza da cappuccino un forte espresso doppio seguito da una corposa sigaretta di tabacco nero Ducados.

Beh, allora se qualcuno mi avesse chiesto di disintossicarmi dal caffè e dal tabacco, lo avrei guardato come se mi avesse chiesto di tagliarmi due dita della mano destra. Il mio coinvolgimento nella vita sintetica ed artefatta era allora troppo profondo per permettermi di rinunciare ai gesti e ai riti di aggregazione come offrire un caffè ed accettare una sigaretta.

Non è facile.

La soluzione che ho adottato è stato quello di smettere di colpo di prenderlo. Mi annoiano i programmi, li inizio e poi non li porto avanti, e visto che non mi importa gran che degli effetti indesiderabili temporanei, per me è stata la soluzione meno fastidiosa .

Questi effetti nel mio caso sono stati: un mal di testa terribile per quattro giorni, che allentava la sua morsa quando mi stendevo per dormire e si ripresentava al risveglio.

Avevo anche un male agli occhi come se qualcuno li comprimesse dentro le orbite con il pollice. L’odore della sigaretta mi era particolarmente sgradevole. Dopo quei quattro giorni sono stato particolarmente bene, avevo una piacevole sonnolenza improvvisa, ogni volta che delle sostanze tossiche entravano in circolo mi trovavo addormentato e mi svegliavo di colpo dopo un minuto. Mi è successo parecchie volte in una settimana. Andare di corpo era diventato un ricordo e l’uso del clistere e una dieta di frutta e verdura mi hanno rimesso in carreggiata.

Questa è stata la mia esperienza, fatta più di una volta perché sono ricaduto ancora un paio di volte in quanto allora non ero completamente convinto fino a che punto fosse un veleno il caffè e cosa causa all’organismo invece di dare la cosiddetta e malcompresa “carica”.

La tua esperienza potrebbe essere diversa se decidessi di disintossicarti dal caffè, ma quasi tutti quelli che si sono avventurati in questa impresa hanno avvertito mal di testa e stitichezza, ma questi sintomi vengono alleviati se nel frattempo applicassi una dieta di frutta e verdura, o una di transizione, se per te tale dieta fosse un cambiamento troppo drastico.

Anche i clistere aiutano parecchio.


INFINITE GRAZIE  LUCIANO GANAZZA    :-)

Sapevi che decenni fa quando il medico andava a compiere le visite a domicilio senza sostegno di alcun laboratorio per comprendere la funzionalità del fegato invitava a bere il caffè? A seconda della reazione del paziente capiva se la “disfunzione” avveniva in 1. fase oppure nella 2. fase.

Invece che assaggiava le urine, annusava l’ombelico lo sapevi, vero?


VUOI UNA FANTASTICA ALTERNATIVA?

WWW.FREECAF.IT!!!!

Un abbraccio


Anita

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This entry was posted on Giovedì, Giugno 25th, 2009 at 13:16 and is filed under Alimenta il Tuo Corpo, Bellezza, Nutri il Tuo Spirito, OSPITI ECCELLENTI, Storie vere. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

23 comments so far

Alessia
 1 

Grazie Anita!Questo post è stato per me proprio illuminante!Ora capisco molte cose….

Giugno 25th, 2009 at 14:36
 2 

Ciao Anita!
Quindi è praticamente come se una persona rubasse 100€ all’altra e poi fa la bella figura che glie le regala!
:-D
Ti ricordi? E’ l’esempio che mi facesti quando vedesti che volevo il caffè!
:-)
Splendido l’articolo, ti ringrazio.
L’ho appena segnalato a mio padre, se il prossimo commento è “TU SEI PAZZAAAAAA!!!”, è lui!
:-P
1abbraccio forte, sei FORTISSIMA sull’alimentazione (e non)!
:-)
Josè

Giugno 26th, 2009 at 03:18
 3 

Grazie Josè! ;-)

Devi assaggiare l’alternativa…freecaf! Affogato con gelato alla nocciola…….;-)

Sono convinta che tuo papà si limiterà solo a pensarlo…

Grazie per le tue considerazioni…quando torni a trovarmi? E vedere i progressi?

Un abbraccio forte

Anita

Giugno 26th, 2009 at 12:19
Alessia
 4 

Mi dici cosa si può prendere in alternativa al caffè?…magari non caffè d’orzo…

Giugno 26th, 2009 at 12:52
 5 

Carissima, in fondo dell’articolo c’è l’invito a provare freecaf, lo conosci?

http://www.freecaf.it

Anita

Giugno 26th, 2009 at 13:17
 6 

Ma intendi i progressi miei o tuoi?
:-D
Non so quando torno, ma sappi che appena posso lo faccio subito, perché mi fa troppo piacere l’idea di rivederti!
:-)
E poi ho qui la mia donna che esce pazza per te!
:-)
1abbraccio
Josè

Giugno 26th, 2009 at 17:37
Anita
 7 

La tua donna?? E anche miaaaaaaaaa!!!

La amo!

Vi aspetto ;-)

Un mega abbraccio

Anita

Giugno 28th, 2009 at 05:59
 8 

Ciaoooo Anituccia!
Grazie a Te mi sono liberata da questo vizio… con qualche “caduta” … è vero!!!
L’articolo mi ha fatto comprenderee alcuni miei errori… grazie grazie grazie!!!!!
Felicia

Giugno 29th, 2009 at 04:31
Anita
 9 

Felicia, Tu sei magica!

Un mega abbraccio

Anita

Giugno 29th, 2009 at 13:07
Roberto
 10 

Ma davvero pensi quello che scrivi? E’ la più grande baggianata che io abbia mai letto su internet. Caffeina = veleno = Caffé = veleno. E c’è anche chi ti crede …pazzesco.

Luglio 1st, 2009 at 09:09
Anita
 11 

Ciao Roberto, benvenuto :-)

Sai Roberto talvolta si è grandi nel fare/dire/scrivere cose che cambiano la vita in meglio oppure in peggio.

Come saprai io scrivo sempre NON CREDERMI, SPERIMENTA, ASCOLTATI E RISPETTA LA TUA SAGGEZZA INTERIORE ;-)

Credo che siamo nati con un dettagliato libretto d’istruzioni (saggezza interiore) e quando siamo connessi con essa, la vita diventa miracolo.

Un abbraccio Roberto e buon caffè ;-)

Anita

Luglio 2nd, 2009 at 00:33
damiano
 12 

Molto interessante la valutazione, ed anche molto interessante gli argomenti di Anita, credo che essere informati è di primaria importanza nel mondo di oggi.
D’altra parte con internet c’è un eccesso di informazioni, quindi bisogna iniziare anche a valutare le informazioni che troviamo in giro .
Quindi VELENO =Per veleno si intende una sostanza che, assunta da un organismo vivente, ha effetti dannosi temporanei o permanenti, fino a letali, attraverso un meccanismo chimico. (FONTE WIKIPEDIA)
Quindi in effetti sembra che il caffè sia equiparabile al veleno. Ma se approfondiamo,
“Il concetto di veleno non può essere separato dal concetto di dose. In natura infatti praticamente tutte le sostanze possono provocare un danno su un organismo vivente, quello che permette di identificare una sostanza come tossica è la dose a cui provoca effetti dannosi.” sempre fonte wikipedia
Quindi in effetti un veleno è tale se la dose della sostanza assunta crea un danno fisico.
Tra l’altro entra in gioco un altro fattore, la tolleranza dell’organismo a determinate sostanze che siano naturali o chimiche.
Quindi la definizione esatta è “il caffè è un veleno solo per quelle che persone che non tollerano la caffeina e derivati o ne fanno un abuso”
Per fare un esempio un mio amico è intollerante alla carne di tacchino, se mangia un pezzetto di tacchino, poi vomita e sta male per 2 giorni, secondo la vostra interpretazione /logica di ragionamento “il Tacchino è VELENOSO”, nella realtà è vero ma solo solo per determinate persone.
La caffeina invece è di fatto una droga (leggera) che stimola il corpo crea dipendenza ed assuefazione, un veleno di fatto non può essere una droga.
A questo punto entriamo nel discorso droghe, ma finiamo per andare OT.
Saluti

Settembre 19th, 2009 at 04:20
pippo
 13 

la caffeina veleno ?? che cagata..

Settembre 19th, 2009 at 07:21
sabkyu
 14 

Esiste la wiki che spiega cosa è la caffeina e da chimico posso confermare tutto: http://it.wikipedia.org/wiki/Caffeina piantiamola con questi falsi allarmismi che la gente vi crede pure!! Tutto è un veleno le preso in eccesso o in modo errato pure la teina allora è un alcaloide come la cocaina ma non è che vado in giro a dire che è un veleno!!!! Non si può andare avanti a fare disinformazione non scientifica se vuoi dare informazioni dai prove scientifiche riproducibili!!

Settembre 19th, 2009 at 14:42
Lorenzo
 15 

Casualmente, dopo tutte queste sparate contro il caffè alla fine c’è la valida alternativa…
…ma che “coincidenza”.

Settembre 20th, 2009 at 06:52
Anita
 16 

Buongiorno “Sabkyu”, grazie per il tuo commento costruttivo :-).

Felice giornata

Un abbraccio
Anita

Settembre 20th, 2009 at 07:08
Mike
 17 

Io credo che sia un po’ esagerto e generalizzato, varia tutto dal soggetto e dalle dosi, non è paragonabile al fumo.
Sicuramente esagerare porta a problemi, l’ho provato sulla mia pelle, e ora evito di abusarne limitandone ponderatamente l’uso.
Ne bevevo 4 o 5 al giorno complice anche una macchinetta del caffè eccessivamente comoda.. sentivo chiaramente che non mi facevano bene e avvertivo diversi diturbi tra cui ovviamente insonnia. Per qualche settimana ho chiuso del tutto e poi ora mi limito molto nell’utilizzo e devo dire che effetti negativi non ne riporto e anzi, quando lo bevo ora mia fa effetto e diciamo che se si tratta di guidare o di svegliarsi in mattinate difficili è un buon alleato!
Da ex fumatore non mi sentirei di dire lo stesso delle sigarette, con quelle sì che è bene chiudere, di colpoe per sempre, e non ricascarci nemmeno per “una sola”…

Settembre 22nd, 2009 at 11:31
Luco
 18 

Voglio fare sesso con Anita

Gennaio 30th, 2010 at 19:07
Anita
 19 

Questo è l’effetto del bere caffè o di averlo smesso? ;-))

Gennaio 30th, 2010 at 19:11
 20 

ahahahahha
:-D
Questo è il commento più incredibilmente sincero che abbia mai letto su un blog in vita mia!!!
:-D
Anita, hai la forza di far emergere sempre la sincerità da tutti i tuoi interlocutori… è una grandissima dote tipica delle anime più evolute!!!
:-D

Gennaio 31st, 2010 at 08:23
Anita
 21 

Josè, che gioia e piacere :-)).

Sei sempre generoso e agnifico nei miei confronti.

Solo i grandi sanno comunicare con i meno grandi…solo tu Josè grandissimo puoi tra mille progetti, impegni e clienti a dedicare del tempo anche a me e tutti noi…Un abbraccio stretto, grato e senza fine…:-)

Gennaio 31st, 2010 at 19:57
 22 

Ma Anita!
Parli come se non fossi una delle cose più importanti della mia vita!!!
:-)
TVB
1abbraccio
Josè

Febbraio 1st, 2010 at 03:26
Anita
 23 

Josè, mio carismatico, ricorda che ti aspetto. Vieni presto.

Un abbraccio senza fine….Anita ;-)

Febbraio 1st, 2010 at 04:29

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