Archive for the ‘OSPITI ECCELLENTI’ Category

CIAO CARISSIMA AMICA E GENTILISSIMO COMPLICE :-) Che tipo di persona saresti se guadagnassi, praticando la Legge di Attrazione donando in beneficenza? Che tipo di vita conduresti se lavorassi in T.E.A.M. =

Together Everyone Amplisches Miracles

Insieme ognuno crea i miracoli

Together Everyone Achives More

Insieme ognuno ottiene di più

In che modo espanderesti la Tua Vita se il Tuo guadagnare diventasse “Dai mentre ricevi”?

Leggo da anni che se proponi un concetto abbastanza a lungo al subconscio questi questi attrae le circostanze ed opportunità perché tu possa realizzarle…:-)

Porki, porki, perché allora io che da anni gli propongo di volere creare un team illuminato, network vincente ed avere l ‘impatto  benefico sul mondo materiallizzavo solo i benefit personali, finanziari e con qualche impatto sulla salute nazionale? Il tutto condito con tanti insuccessi, spese e innaffiato con le lacrime di delusione?! :-(

Non lo sapevo ma erano i passi necessari e tempranti per poter ricevere…

Perché avendo chiesto molto e volendo fare poco trovandomi tutto pronto l’Universo ha dovuto attivare le Menti brillanti planetarie, i networker migliori ed individuare le Nazioni più bisognose. Impacchetarlo e rendermelo pronto ad uso per le mie misere capacità ( non è un eccesso di umiltà o modestia).

Una volta che mi è stato  presentato il progetto ho riconosciuto subito la mia ordinazione - ma poi ho scoperto che era ordinazione di altre migliaia di persone :-).

Evviva!

Tu vuoi guadagnare di più?

Vuoi far parte del TEAM che agisce in sincronia con LOA (Legge di Attrazione), trasparenza etica e beneficenza tracciata?

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Ti aspetto per contemporaneamente guadagnare, vivere ed agire in armonia con gioia e amore :-)

Un abbraccio invitante ;-)

Anita

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Carissima Amica e gentilissimo Complice, oggi voglio dare la voce a una splendida ragazza e un anima sublime che travasa da ogni sua parola con il suo entusiasmo, la gioiosità e vitalità contagiosa.


Sono convinta che rimarrai incantata/o …

” Anita, anima splendida, dea sgargiante, come non se ne trovano in giro, mi ha proposto di scrivere un post sul Feng Shui, disciplina di cui sono letteralmente appassionata.

Ed io sono davvero onorata di scrivere nel suo spazio virtuale magico e amorevole.

Potrei scrivere un ode per Anita e non basterebbero cento fogli scritti in A4 per elogiare le sue virtù, e allora mi fermo qui e mi concentro sull’argomento di questo post.

Il Feng Shui è un’arte antichissima nata in Oriente, precisamente in Cina dove il popolo ha familiarizzato da tempo con i suoi principi e le strutture sono perlopiù costruite in armonia con le leggi del Cosmo.

In Occidente da una quindicina di anni a questa parte si è incominciato a parlare e ad applicare le regole del Feng Shui nell’ambiente domestico e professionale.

E’ anche vero che questi principi sono ancora oggi ad appannaggio di una nicchia di persone interessate al benessere, al design e all’architettura bio-ecologica, new agers ed appassionati di spiritualità esoterica.

Fatto sta che i principi del Feng Shui si stanno diffondendo sempre più in Occidente ed oggi potrebbe capitare di accendere la tv e ritrovarsi sintonizzati su di un programma che tratti di questi tematiche.

Sintetizzare cosa sia il Feng Shui è complicatissimo perché esso è insieme, arte, disciplina, filosofia di vita, ideologia, spiritualità (e forse anche qualche altra cosa).

In rete, come in alcune riviste, è possibile rintracciare testi che parlano del Feng Shui e che suggeriscono “in pillole” come armonizzare la propria abitazione con piccoli accorgimenti ad hoc.

Le strategie consigliate possono essere a volte molto utili, ma costituiscono un frammento di una cultura assai più vasta ed articolata.

Detto in altre parole, potrebbe andar bene spostare un oggetto da un posto all’altro della casa ed ottenere così benefici sul piano psico-fisico, ma comprendere anche la motivazione che giace dietro il suggerimento comporterà benefici maggiori ed una maggiore padronanza della tecnica.


Come dico spesso “fare Feng Shui è pensare Feng Shui” ed applicarlo a tutte le aree di vita.

Anche in un luogo virtuale come un blog si può fare Feng Shui ed Anita a suo modo, e forse inconsapevolmente, ha creato uno spazio web in sintonia con questa preziosa arte.

Si potrebbe fare Feng Shui anche del nostro parlare, eliminando da un linguaggio troppo ricco di volgarità, parole aggressive che apparentemente sembrano innocue, ma che contengono, in maniera latente aggressività e frustrazione.

Per far propri i concetti del Feng Shui bisogna dare per assodato un fatto, ovvero che tutto e quando dico tutto intendo proprio tutto “tutto”) ha una vibrazione, un suono, una matematica.

Anche una parola scritta ha una vibrazione, così un oggetto, così una stanza, così una casa, così una strada e così via.

Rendere tale vibrazione il più armonica ed alta possibile è affare del Feng Shui.

Spiegare in un solo post cosa è il Feng Shui è cosa alquanto complessa e sarebbe ad ogni modo un’operazione lacunosa, poiché il sapere di quest’arte non sta in un compendio enciclopedico e poi perché i suoi principi se da un lato sono universali, dall’altro vanno adottati in base alle esigenze individuali del caso.

Ad ogni modo, si può dire che l’assunto principe di questa filosofia vuole che il Chi (l’energia buona, ma la traduzione è pur sempre arbitraria) debba circolare bene in un ambiente, qualunque sia lo spazio fisico considerato.

Per fare ciò, è importante evitare i ristagni energetici come l’acqua stantia, i luoghi polverosi, gli ambienti dove l’aria e viziata, gli spazi troppo carichi di oggetti etc.


C’è anche da dire però, che se da un lato l’energia fissa, che non si muove e che è bloccata, provoca ristagni energetici, dall’altro il flusso di energia troppo violento non è neppure auspicabile, come accade nello spazio tra due finestre (o due porte) poste l’una di fronte all’altra, oppure per la collocazione di una casa verso cui più strade percorse da automobili, conducono.

L’energia deve fluire morbida, dolcemente e potersi muovere liberamente in tutti gli spazi, angoli compresi. Sì allora a design dalle forme arrotondate, gentili, armoniose. No a troppi spigoli e ad oggettistica che rimanda, in un certo qual modo, a sensazioni di pericolo o spiacevoli come quadri inquietanti, piante ricche di spine, arredo che evoca penuria o abbandono.

Altro concetto importante è l’ordine che di riflesso richiama all’ordine interno e alla chiarezza delle intenzioni.

Da questo punto di vista, allora si raccomanda di gettare via cianfrusaglie inutili, rotte, non in uso o che appartengono ad un passato che si vuole abbandonare.

Si consiglia in tal senso, di tenere solo cose utili che rimandano a sensazioni piacevoli e a sentimenti positivi (foto di se stessi in momenti allegri e spensierati sono ben gradite dal Feng Shui).

Pian piano poi allargare questi concetti di pulizia e riordino al linguaggio, all’abbigliamento, alle compagnie e ad i propri pensieri allora sarà la conseguenza naturale del vivere in armonia con il nostro habitat domestico.

Uno stato di benessere condurrà ad un altro di benessere..in un crescendo di voglia di star sempre meglio dentro e fuori casa.

Ringrazio Anita per avermi ospitata nella sua casetta virtuale.

Un abbraccio sincero a tutti i suoi lettori!”

Simona

Ti è piaciuto l’articolo? Ti invito di commentarlo dando così un tangibile benvenuto a Simona :-)

E per rimanere sempre connesso a lei e alla sua divina energia, guarda quì:


http://dicembre2012.com/blog/

Un abbraccio forte, forte


Anita

Ale: “Vedi io voglio cambiare la mia vita e innalzare la mia energia”

Ani: “Per quale motivo? Sembrerebbe una domanda sciocca, non lo è…”

Ale: “…ma vorrei sapere poi come ti comporti mentre gli altri mangiano piatti succulenti, formaggi sfiziosi e tu sei lì con il tuo Kamut (che chiaramente ti devi portare da casa) e la tua verdurina biologica doc?”

Ani: “Piatti succulenti io lì vedo per ciò che sono (cadaveri, cibo manipolato/raffinato/colorato) e non per ciò che vengono interpretati.  Cosa voglio che entri nel mio corpo creandomi gli organi, le visceri, le cellule  il sangue e il cervello (ammesso che io c’è l’abbia)? Questa è la domanda che mi pongo, quando scelgo il cibo…e che non mi pongo quando scelgo di trasgredire ;-). L’organismo ha molteplici capacità di autorigenerarsi, autoguarirsi ed autoequlibrarsi. Ed è su questa capacità che faccio la leva nei momenti che mangio alimenti senza vita.

Per i cinesi il piatto prelibato è composto dai topi arrosto. Io in Cina posso mangiare (verdure, cereali, ortaggi, legumi..) senza vomitare. Ho i miei limiti, non sono capace di sperimentare un topo arrosto e fino a che non patirò una forte fame senza poter mangiare altro che il topastro…sarà così. C’è l’educazione divina e c’è l’educazione umana. Con quella divina non sbagli mai..;-)

Ale: “A me viene da piangere solo al pensiero… una cosa è un’alimentazione equilibrata…”

Ani: “ Definisci l’alimentazione equilibrata per Te; per favore. E parti da lì…con l’aggiunta di qualcosa che viene universalmente (e anche dal Tuo corpo) riconosciutto come salubre. Ad esempio se mangi la carne ogni giorno, inizia a mangiarla un giorno si e un giorno no. Osserva la differenza e sceglierai naturalmente assente dagli obblighi, sacrifici e l’imposizioni.”

Ale: “…e fin qui ci siamo perché so come si fa, ma quando cominci a dirmi no caffè, no formaggi, no bistecchine, no prosciutto, no cosce di pollo, no, no, no, no, mi verrà pure più energia ma dovrò usarla per andare fuori dal ristorante a farmi una corsa per non pensare mentre gli altri stanno degustando i cibi più sfiziosi…”

Ani: “Hehe, mamma mia che tragedia…mi hai fatto ritornare in mente quando pativo la fame in Slovenia e tutti gli altri mangiavano e il profumo delle patatine fritte si espandeva sulle strade in quanto venivano vendute sui marciapiedi nei appositi box…e come piangevo dalla fame e per l’incapacità di chiedere…


Alessia cara, innanzitutto il rispetto per Te! Il mio scrivere sul blog è generico e proprio per avvicinarmi alle esigenze individuali ho creato “Personal Trainer del Benessere”, come più volte affermato nel corso del nostro stimolante dialogo. Tra poco ci  saranno online le testimonianze di coloro che hanno raggiunto degli successi grazie al mio sostegno. I NO permettono di crescere se sono ponderati e stimolanti. NO a tutto è deleterio. Sempre!”

Ale: “…ammesso che per vivere alla grande e avere un sacco di energia queste siano le regole… da dove si comincia ad educarsi e come si fa a VIVERE IN GIOIA?

Spero di essere stata chiara.

Ani: “Si Alessia, e Ti ringrazio molto perché mi hai donato il modo per puntualizzare alcuni concetti. M auguro d essere stata altrettanto esaustiva e d sostegno.”

Ale: Aiutami! Disperata in fase di evoluzione. Grazie infinite!

Ani: Alessia, ormai sai quanto io ti stimi e ti voglia bene e di quanto puoi contare su me. Pertanto il mio primo passo sarà di donarti un ora di sessione dove sviscerare i Tuoi quesiti, dichiarare intenti e gli obiettivi e poi scegliere il percorso semplice, divertente e costruttivo per arrivare alla meta.

Ale: “p.s.no anche alle uova vero??

Ani: “Non è vero!!! Ho sempre scritto, dichiarato ed invitato al consumo delle uova.”

Termina qui il lo scritto di Alessia.

Ti è piaciuto? Ti ha fatto venire in mente altre domande. Ponile…

Un abbraccio

Anita


Anita

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Alessia propone un interessante quesito:

Ale:”E al ristorante cosa si ordina?”

Ani: “Di solito si ordina ciò che si conosce…invece bisognerebbe sperimentare, degustare, inebriarsi, conversare amabilmente e chiedere. Mi è capitato qualche settimana fa. Sono stata invitata da due amiche in un magnifico ristorante. Con dei cibi da raggiungere il nirvana gustativo. I dolci erano qualcosa di incantevole. Mentre ci venivano elencati mi ha catturata un dolce che io volevo arricchire con della panna in quanto la facevano in casa e io ne vado pazza. Il titolare ha voluto dissuadermi con garbo…ma io imperterrita gli ho ammesso che probabilmente secondo lui “bestemmiavo” nel volere abbinare due dolci, ma che tuttavia mi appello al detto che il cliente ha sempre ragione e che lo voglio come richiesto. Il tutto con il tono scherzoso e garbato ma risoluto.

Dopo un pò alle mie amiche veniva servito il richiesto, mentre del mio nemmeno l’ombra…io non ho fatto caso perchè intenta a parlare, ma d’un tratto davanti i miei occhi…Sublime creazione!

Il titolare ha saputo creare un connubio alchemico delle mie richieste dando la vita ad un nuovo dolce ( che ora regna sul menù ;-) riscuotendo il successo).

Chiedi sempre con garbo e la determinazione e rimani flessibile se davvero non puoi ottenere.” ;-)

Ale:”…Io capisco benissimo e tocco con mano tutta la tua energia, evoluzione e anche tutta quella di quelli che mangiano come te, ma come ci si educa?”

Ani: “Ponendosi delle domande costruttive, ascoltando attivamente le risposte provenienti dal nostro interiore, iniziando con piccoli cambiamenti e osservando i risultati. Se la gioia e il benessere aumentano sei sulla strada giusta. Se senti l’ odore di sacrificio fuggi. Si alla disciplina e costanza, no al sacrificio e obbligo.

Ale: “Poi tra l’altro ho degli amici vegetariani che hanno la pancia…come mai?”

Ani: “Mangiare molta verdura di sera permette agli batteri nocivi di notte ( l’intestino rallenta la sua attività) di proliferare ( fermentando) sulla cellulosa ferma nell’intestino. La pancia gonfia è sinonimo di fermetazione, difficoltà legate ad alcune vertebre, ipersensibilità, mangiare la frutta nel momento sbagliato ( di sera oppure dopo i pasti). I vegetariani non sono particolarmente longevi se non sostenuti dall’attività spirituale”

Un abbraccio forte in attesa dei commenti :-)

Anita


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Continua il dialogo con Alessia:

Ale: “Mi sono accorta che è vero che i pensieri sono importanti, ma lo è molto anche l’alimentazione, infatti, tutte le volte che sono in dieta riesco a pensare meglio, chissà perché…”

Ani: “Minor quantità del cibo permette maggior fluire dell’energia vitale e mentale ma ahimè  anche il dolore soffocato/scacciato/assopito/represso aumenta la sua vitalità…ecco perché torniamo sui nostri passi a meno che non troviamo modo di oltrepassare la palude del dolore.

Le mie ( ognuno deve trovare le sue) priorità ad esempio sono:

  • pensieri d’amorevolezza (idee) e l’emozione d’amore/gioia/gratitudine/genialità/entusiasmo
  • biochimica e funzionamento del mio organismo
  • alimentazione
  • azioni concrete

Ale: “Quindi mi sono detta che se voglio cambiare è necessario io cominci a rivoluzionare la base:l’alimentazione.”

Ani;” Ahimè, no!” Se si è nella palude si cerca di abbigliarsi per il gala oppure si pensa come salvarsi? Io mi permetto di proporti l’arcobaleno. Cioè  un insieme di strumenti dove ciascuno arricchisce e sostiene l’altro. Che ne pensi? Sai vero che sono una pigrona pragmatica e che mi piace fare di meno per ottenere di più ;-) ”

Ale: Mi ritengo una carnivora vigliacca,perché la carne mi piace molto”

Ani: “Davvero? Non credo proprio! Credo invece, che ti piace ciò che l’essere umano è capace di fare con la carne; cucinandola, assaporandola, mimetizzandola e presentandola al meglio, vero? Non riesco a vederti di come Ti butti sulla carne cruda che magari pulsava di vita solo pochi istanti prima …

Immaginati la scena dove il cameriere in livrea annuncia sontuosamente: ” Signori, il filetto d manzo in crosta di patate è servito”

Ora immagina la stessa scena dove il cameriere annuncia:

“Signori, cadavere in putrefazione sbattuto in padella e avvolto con le patate”

Alessia dove stai andando??? A vomitare…? Capisco…;-)

E ora dimmi che la scelta degli vocaboli non sia importante ;-))”

Ale: ”Ma se dovessi procurarmela da sola non so se ne avrei il coraggio, quindi lascio fare il lavoro brutto e grosso agli altri e poi io mangio…mi piace il formaggio,la pasta,vado matta per i panini col prosciutto,certo anche la verdura,ma non la prendo biologica perché costa troppo.

Chiaramente la prima cosa che faccio al mattino è un bel caffé (quello d’orzo non mi sveglia e mi fa schifo….

Ani: Hmm, credo che Tu abbia letto nel frattempo l ‘articolo “Caffè si? Caffè no!” ;-)

http://www.benesserericchezza.com/?s=caffe+si%2C+caffe+no

Ale: ”La mia domanda è:Come faccio??? Come si fa?

Ani: ”Ognuno è un Tempio a se, ed è proprio per questo che ho creato la figura del Personal Trainer del BenEssere. Ognuno è il risultato di automatismi, abitudini, educazione, gusti, esigenze, ostacoli da rispettare. Bisogna scegliere dove si vuol arrivare, accettare dove si è e io porgo attraverso i vari strumenti modo per iniziare il viaggio nel modo semplice e persino divertente. Durante le mie sessioni si ride, si cresce, ci si comprende e si attiva la parte capace di guarire.

Colgo l’occasione per trasmettere un abbraccio speciale a tutti coloro che si sono affidati a me come Personal Trainer del BenEssere!”

Ale:”Tu Anita come hai fatto?”

Ani: “Piano, piano sperimentando, ascoltandomi e rispettando i miei ritmi. Alessia, io ero così ottusa che quando mio marito ha deciso di diventare vegetariano io l’ho quasi ucciso con la mia incapacità di scegliere gli alimenti giusti per le sue esigenze (lui lavora 350 giorni all’anno tutto il giorno) e questo nonostante io cucini molto bene. Ma se mi dicevi kamut, farro, ceci, allora era come parlare arabo per me.

E ora lui digiuna ogni mercoledì e venerdì. E io? Noooooooooooo! I miei ritmi sono diversi. Amen. Io vivo magicamente, lui…meno nonostante il digiuno. Lui è molto più disciplinato dal punto di vista alimentare? Siiiiiiiii, sono oltre due anni che non assume alcun dolce…

Bisogna comprendere e distinguere:

  • La fame sociale: e l’ora di pranzare, tutti pranzano e allora anche io pranzo senza ascoltarmi se ho fame veramente.
  • La fame indotta: passo davanti la panetteria e ancora prima di rendermi conto sto addentando una focaccia ;-)
  • La fame fisiologica; si presenta piano, piano e aumenta gradualmente – è unica da ascoltare e assecondare!
  • La fame compulsiva - devo mangiare istantaneamente oppure ucciderò qualcuno :-(
Trovo sia importante degustare il cibo con tutti i sensi; il cibo che  piace solo 6/7  sulla scala da 0-a 10 sarebbe meglio evitare.”

Ale:”Riso, cereali, solo verdura e frutta, come proteine nobili un beverone… che gusto c’è????”

Ani: “Oh Alessia,  che orrore! Io voglio rispetto, ascolto e la trasgressione. Evviva il Principio di Pareto 80/20! Praticamente? Mi alimento con la graduale evoluzione interiorizzando le informazioni/nozioni creando delle abitudini nuove e conquistando il BenEssere.

Inizia ad introdurre la regola di iniziare il pasto con il crudo. Per la colazione intendo la frutta, per gli altri pasti la verdura. Osserva i risultati. E condividili con noi, per favore. C’è qualcuno di voi che di questa regola ne ha fatto un abitudine? Ti andrebbe di condividere l’esperienza con noi?”

Un abbraccio senza fine


Anita

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Ale: “Mi impegno duramente per superare delle lacune avute nella mia infanzia.”

Ani: “Secondo Te Alessia, siamo caduti casualmente su questo pianeta, oppure abbiamo scelto già come anime di incarnarci in una determinata epoca, luogo e scegliendo persone più importanti? Per acquisire nuove conoscenze e raggiungere livelli di consapevolezza maggiori? Oppure?”

C’è notevole differenza nella qualità della vita se si crede e vive la consapevolezza di far parte del disegno universale co - creandolo, oppure se si è certi che tutto è casuale. Nel secondo caso si sviluppa un netto rifiuto e senso di ingiustizia.

Io credo nella causalità e non nella casualità! Tu Alessia? Tu, che accompagni il nostro dialogo in cosa credi? E come lo sperimenti durante la giornata?

Ale:”quindi sulla mia rabbia(tantissima)”

Ani: ”Rabbia verso cosa e in che misura da 0 a 10? La rabbia la usi come carburante per uscire dalla palude verso il volo libero esistenziale oppure per ora Ti tiene prigioniera?”

Ale:”e sulla mia autostima(medio/bassa).Voglio realizzarmi completamente nella mia vita”

Ani: “ Come saprai che Ti sei realizzata completamente?  Quali fattori, possedimenti, stati d’animo, avvenimenti debbano accadere e Tu devi realizzare per vivere ed assaporare a pieno la Tua realizzazione?”

Ale: “E ho capito che questo cambiamento deriva dalla mia energia che deriva da ciò che mangio.”

Ani: “Anche o solamente?”

Ale:”Ho sempre avuto problemi di peso (sono sempre perennemente in sovrappeso di quei 5/6kg,).”

Ani: “Sempre e perennemente? Da quando avevi un anno? 10 anni? 15 anni? Da quando precisamente?”

Ale: “…ho sempre tanto sonno

Ani: “Definisci dettagliatamente l’affermazione; tanto sonno…”

Ale:”…e sono sempre tanto stanca”

Ani: “Sempre? Anche quando fai l’amore con il tuo Sposo?”

Ale: “Tutto questo non è normale visto che ho solo 32 anni e questa storia va avanti da quando ero bambina(8/10 anni)…da piccola mi annoiavo tanto perché ero sempre sola

Ani: ”Sempre sola? Quando esattamente? Di mattino? A mezzogiorno? Nel pomeriggio? Alla sera? Durante la notte? Senza alcun amichetto/a? Senza nessuno?”

Ale: “…e quindi anche mangiavo tanto…”

Ani: ”Definisci precisamente l’affermazione; mangiavo tanto. Nell’arco della giornata cosa, quando e quanto introducevi nella bocca?”

Ale: “e dormivo tanto”

Ani:” Definisci in dettaglio; dormivo tanto. Oltre 8 ore? 10 ore? 15 ore?”

Ale: per passare il tempo.

Ani: “E il tempo che passa, oppure passiamo noi nel/attraverso il tempo? Leggendo  le Tue ultime osservazioni/argomentazioni e le mie conseguenti domande hai potuto notare che dal punto di vista del subconscio (che è letterale nell’esecuzione - per lui le affermazioni sono gli ordini) c’è un’ottima congruenza. Ha allineato realizzando le Tue parole con il come Ti senti.

Sempre stanca, sempre sola, tanto sonno, tanto stanca, mangiavo tanto…

Il subconscio agisce come il programma al PC, quando clicchi sul programma Word, Ti si apre quello, non credo che il Tuo PC  Ti dica: ”Senti Alessia, sai che ti serve il programma Photoshop, ti apro quello” .

Dell’interpretazione se ne occupa il nostro conscio. Difatti il subconscio è 800 volte più veloce. Immagina quando Ti scotti la mano, quante informazioni in un nanosecondo per farti spostare il braccio.

Quindi, per il subconscio la parola sempre vuol dire: SEMPRE! Fortunatamente e poi il conscio che agisce con la forza di volontà, altrimenti dormiresti sempre e noi perderemo l’occasione di conoscerti ;-)

Però lo svolgimento della vita in queste condizioni è impegnativo e dispersivo di energie.

L’atteggiamento che presenti è la tipica modalità del sistema nervoso che entra in parasimpatico tonico. Lo si riconosce dallo stato d’animo; paura, rabbia, impotenza, dolore, resa, paralisi che si converte in fuga (sonno, cibo…) o battaglia ( rabbia, lotta, lamentela).

Pertanto il primo passo è trovare la/e tecnica/e emotiva e i cibi che Ti permettono di entrare in simpaticotonico…

approfitta dell’offerta “Personal Trainer del BenEssere”, permettendo mi di sostenerti concrettamente e da tutti punti di vista contemporaneamente.

Un abbraccio forte


Anita

Anita

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Ciao carissimo/a viandante nel cielo del BenEssere.

Oggi  e per alcuni giorni voglio dare lo spazio a una nostra CARISSIMA amica; ALESSIA! La foto rappresenta la mia personale visione di Alessia, che per prima ha voluto organizzare il mio corso “DimagriAmo VeraMente”, nonostante il periodo meno felice, che sta vivendo…un angelo ripiegata su se stessa, ma pronta a volare NuovaMente…

Alessia mi ha scritto una mail interessante e ricca di domande e spunti di riflessioni, che io accolgo e rispondo:

Ale: “Gentile Anita, sto seguendo con moltissimo interesse tutte le info che dai sul cibo…”

Ani: ”Grazie Alessia! Sono felice ed onorata dalla Tua attiva e stimolante presenza.”

Ale: ”miei dubbi però sono molti. Ti spiego la mia situazione.”

Ani: ”Ti porrò alcuni quesiti ai quali è importante che tu risponda con attento ascolto di Te stessa nel profondo. E a Te stessa. E risponderò a Tue di domande che tutti ci siamo o ce li porgiamo spesso.”

Ale:”Sono in un momento di svolta,sto lavorando moltissimo…”

Ani: “Definisci cosa intendi con moltissimo, per favore. Quanti minuti al giorno sono dedicati al lavoro su te stessa? Come mai lo definisci un lavoro? Come mai non è un impegno gioioso che ti permette di conoscerti, migliorarti e renderti più libera?


LA PAROLA CREA E FISSA A LIVELLO MENTALE, pertanto è importante l’uso che ne facciamo a livello interiore (dialogo tra noi e noi) ed esteriore. Ecco alcuni esempi:

  • Ferito
  • Frustrato
  • Furibondo
  • Furioso
  • Imbarazzato

Quando pronunciamo queste parole diminuisce la nostra energia ( ci sono vari test che lo dimostrano), che invece dovrebbe aumentare per sostenerci nel poter cambiare il nostro stato d animo e cercare le soluzioni strategiche per poter uscire dalla situazione che ci fa provare i stati sopra esposti.

Convertiamole in parole d’oro:

  • Libero
  • Un po’ preoccupato
  • Impaziente
  • Stizzito
  • In cerca di una soluzione
  • Poco entusiasta
  • In fase di cambiamento
  • Sto cambiando rotta
  • Da ritemprare
  • Tranquillo
  • Con piu’ esperienza
  • Un po’ deluso
  • In cerca di equilibrio
  • Tenace
  • Determinato
  • Stupito

Sono parole che ci fanno accogliere il disagio che sperimentiamo e contemporaneamente indicano al subconscio che c’è una situazione per la quale bisogna erogare maggior energia per oltrepassare il momento/periodo impegnativo.

Sapendo che a ciascuno di noi attende la dose giornaliera di difficoltà, impegni, contrasti da elaborare tanto vale avere l’energia che ci permette di farlo con minor dispendio energetico, temporale e nervoso.

Cosa ne pensi lettore e lettrice caro/a?  Hai delle domande, considerazioni o suggerimenti da porgerci? Ti prego fallo.

Un abbraccio infinito e tante belle parole per creare belle opportunità, avvenimenti e manifestazioni.


Anita

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Ciao :-)

Il Tuo ultimo caffè? Io non bevevo caffè (ora lo bevo con Baileys oppure con il latte quando voglio trasgredire ;-))  quindi ero poco attenta a questa sostanza; un grave errore che per fortuna dei miei pazienti ho corretto anni fa leggendo questo articolo:

Illuminante articolo di LUCIANO GANAZZA www.medicinenon.it

“Mi ricordo il primo caffè che ho bevuto.
Avevo 14 anni e mi trovavo al bar della piazza con mio zio, un preside di scuola media.
Il barista lo salutò: “Buongiorno Signor Preside!” sorridendo e mettendo enfasi su “Signor Preside” con l’attenzione riservata ai clienti di riguardo. Aggiunse:”…Caffè?”
Mio zio: “Sì grazie”… poi rivolgendosi a me: “E tu cosa vuoi?…la Coca Cola o il Chinotto?”
E io: “Voglio anch’io il caffè!”
“Ma sei sicuro?…Guarda che è amaro…non so se ti piace….e poi non fa bene ai ragazzi giovani..”
Sì sì, voglio il caffè!”

E così ebbi il mio primo caffè, non mi piacque, era amaro anche con la bustina di zucchero, e mi “legava” la lingua. Il mio istinto lo rifiutava, era un veleno, ma la mia determinazione a voler entrare a far parte del mondo dei grandi prevalse sull’istinto. Poi divenne un’abitudine, bere il caffè come i “grandi”.

Il caffè è entrato a far parte del costume di ogni popolo della terra. Ognuno ha i suoi riti a riguardo, i suoi modi di prepararlo, tanto diversi che ti aspettano sorprese se non sei preparato.

Mi ricordo il mio primo caffè ad Istanbul, mi ritrovai con la bocca piena di fondi di caffè, che vengono rigorosamente messi nella tazza!

Per non parlare di Napoli, non per niente c’è la caffettiera napoletana, dove ti mettono sempre un bicchierino di acqua da bere prima, per sentire meglio il gusto. Poi c’è che lo beve dopo, ci sono un sacco di varianti e vengono fornite un sacco di motivi e spiegazioni su come bere il caffè.

Mi ricordo i pranzi di Natale e di Pasqua, quando mia madre, alla fine del pasto, rivolgendosi a tutti i parenti, mentre ci sentivamo tutti come un anaconda che ha appena ingoiato una mucca, proferiva le parole magiche: “Faccio il caffè!”

Allora le zie si offrivano di aiutarla, e alzandosi dalla sedia esclamavano: “Mamma mia, non sento più le gambe, ci vuole proprio un bel caffè”.

Si preparavano le caffettiere da 12, da 6 e da 3 tazze per poter soddisfare la domanda, e tutti poi bevevamo il caffè, quello buono, comprato in Svizzera assieme al cioccolato.

I grandi bevevano poi l’amaro, il nocino fatto in casa, o la grappa sempre fatta in casa dallo zio Armando che aveva l’alambicco in cantina.

Il caffè è diventato un fattore di aggregazione sociale. Si beve un caffè al bar quando ci si incontra, nelle case quando si è ricevuti come ospiti.

Quando vendevo a porta porta, dopo aver rotto il ghiaccio, mi chiedevano quasi sempre: “Lo beve un caffè?” e se formulavi qualche scusa per cui non potevi berlo rimanevano delusi, si rompeva l’incanto e la vendita a volte non si concludeva per quel piccolo incidente del caffè rifiutato.

Certe sere, alla fine della giornata, non ne potevo più di bere caffè, ma il giorno dopo tutto iniziava da capo.

Ci fu un periodo in cui presi dei distributori automatici di bevande calde in gestione, quelli che si trovano nelle fabbriche e negli uffici. Avevo un’intera provincia, grosse fabbriche di oltre 2000 operai e persino un aeroporto, e il caffè entrò nella mia vita fin in fondo all’anima, ammesso che sia possibile.

Dal mio fornitore c’erano dei poster appesi alle pareti del magazzino con le foto di tutti i tipi di caffè verde, altri con tutti i tipi di caffè tostati, le percentuali delle miscele, tutti i segreti e la storia del caffè. E non poteva mancare un poster che elencava tutte le buone qualità del caffè.

Quando caricavo e pulivo uno dei miei distributori, poi assaggiavo il caffè, era buono, e passavo al prossimo. Beh ero nervosetto devo dire, ai semafori spesso mi sentivo ribollire il sangue quando chi era davanti a me non partiva immediatamente quando compariva il verde.

Viene da dire: “Beh certo, tutto quel caffè che bevevi non ti faceva bene di sicuro, ma se bevuto con moderazione è un ottima bevanda energizzante…”

Ed è qui dove sta la trappola!

Caffè, Vero e Falso

Tutto quello che viene detto sul caffè riguardo al suo far bene non è assolutamente vero per niente!

E’ tutto falso, tutto quello che dice la pubblicità, e qui non ci vuole un genio per capire che “più ne mandi giù e più ti tira su è una emerita bugia.

Ma è tutto falso anche quello che dicono i dottori, i dietologi, che non si espongono troppo dicendo che “con moderazione” il caffè fa bene, aiuta la digestione, da una spinta di energia, ecc.

Lo stesso discorso con il cioccolato, a cui si aggiungono gli psicologi che dicono che cura la depressione, perché siamo tutti dei poveri bambini cresciuti carenti di affetto e ci possiamo coccolare con il cioccolato che contiene la teobromina che sollecita le endorfine e ritroviamo il paradiso in terra.

Oltre a tutto questo bisognerebbe parlare anche dello zucchero che viene quasi sempre aggiunto al caffè, ma credo che ormai sia conoscenza comune che fa male all’organismo e non ne parliamo se non accidentalmente.

Il caffè in realtà è un veleno, e più esattamente lo è la caffeina che esso contiene.

La caffeina da un sapore amaro alle foglie e ai chicchi di caffè, è un sistema di difesa della pianta per non farsi mangiare dagli insetti o dagli animali. E’ una sostanza tossica. il caffè inoltre contiene quasi 200 altre sostanze tossiche incrementate dai processi di tostatura.

Non dà alcuna energia, anche se ci sentiamo più carichi di energia dopo averne bevuto.

Quando ne beviamo, il corpo interviene abbastanza rapidamente per eliminare questo veleno che stimola le ghiandole endocrine del corpo inducendole a secernere ormoni, come l’adrenalina per esempio. Non è che aggiunga energia, ma induce il corpo ad usare quella che ha in quel momento, poca o tanta che sia. Se sei debole e carente di energia, il caffè, stimolando il sistema endocrino, ti costringerà ad usare la poca energia che hai e sentirai un innalzamento del tono e potresti pensare che il caffè e lo zucchero ti hanno dato energia.

Puoi far correre un cavallo stanco frustandolo, ma le frustate non danno energia al cavallo, lo costringono ad usare quella che ha e se continui a frustarlo continuerà fino a quando schianta con la bava alla bocca.

Il caffè è la frusta e dopo le frustrate sarai più stanco di prima, avrai ancora meno energia, e una buona parte di essa viene usata dal corpo per liberarsi della droga, la caffeina. Ma se bevi un altro buon caffè, ritorni in forma!

I reni sono fra gli organi che soffrono di più a causa della caffeina. I loro tessuti drogati non riescono a trattenere molti minerali come calcio, ferro, potassio, zinco ed altri e vitamine del gruppo B.

Se pensi di avere tanta B12 e devi liberartene, bevi caffè!

Oltre a questo le ghiandole surrenali, sottoposte a superlavoro, si deteriorano progressivamente.

Depressione

Questa carenza di vitamine e minerali abbassa il tono generale dell’organismo e a livello mentale si manifesta come una forma di depressione. Chi si rivolge a uno psicologo ritorna a casa con le scatole di antidepressivi, per “curare” una depressione di cui non se ne conosce l’origine o il motivo.

Infatti non esistono in questo caso ragioni per essere depressi. Quanti sono le persone in cura per questo tipo di depressione proveniente da cause ignote, a cui spesso vengono attribuite cause inesistenti perché quella vera non viene rilevata?

Molte persone depresse che assumono psicofarmaci sono anche accaniti bevitori di caffè. Stanno curando ciò che è ritenuto un disturbo mentale quando in realtà è uno scompenso biochimico, aggravato dall’ulteriore intossicazione provocata dagli psicofarmaci.

Questa potremmo chiamarla la Coffee Connection.

Assuefazione

Quando bere il caffè è diventata un’abitudine, è presente l’assuefazione e la dipendenza, come avviene per qualsiasi tipo di droga.

Molti sanno che per mettersi in marcia al mattino devono prima prendere il caffè, altrimenti si sentono uno straccio.

Se non bevono il caffè non riescono ad andar di corpo, se non lo bevono dopo il pranzo non riescono a riprendere il lavoro senza essere appesantiti e assonnati.

Molti anziani non potrebbero farne a meno per non passare la giornata intontiti. Il guaio è che il loro corpo diventa sempre più intossicato e i processi di disintossicazione sempre più lenti e insufficienti, rendendo la vita un tirare avanti invece che un appagamento.

La digestione nelle persone onnivore è un serio problema. L‘enorme quantità di cibi inadatti all’alimentazione umana impedisce al corpo di digerire senza dover sacrificare molta energia sottraendola alle normali attività della vita, come il lavoro, lo studio o il divertimento.

Mal di testa

Molti passano le prime ore del pomeriggio digerendo e lavorando con fatica perché l’energia è quasi tutta usata per il processo della digestione. Non si vede l’ora che arrivino le cinque. Un caffè stimola le ghiandole endocrine e sembra che la digestione vada meglio, ma l’impoverimento della riserva di minerali come sodio e potassio e vitamina B1 e la ridimensionata produzione di ormoni provocano il mal di testa.

Allora si prendono le pastiglie per il mal di testa, molto ben pubblicizzate per la rapidità con cui rimettono in pista. Guarda caso quasi tutti quei farmaci contengono caffeina, che stimolano l’organismo nuovamente per poi farlo precipitare, su e giù, su e giù come sulle montagne russe.

Non per niente la coca cola, che contiene caffeina, inizialmente è nata come un rimedio per il mal di testa.

Disinformazione e Denaro

Chi non beve mai caffè è un mosca bianca. Tutti gli altri più o meno sono assuefatti al caffè.

I medici insistono che un uso moderato del caffè non è così dannoso come sostiene chi è di parere contrario. Ma l’uso moderato del caffè è un’illusione. Presto o tardi l’uso diventa sempre meno moderato per finire nell’uso costante e abitudinario.

Gli stessi medici che fanno simili affermazioni sono essi stessi assuefatti al caffè, e si stanno comportando come i loro colleghi degli anni passati che fumavano e suggerivano ai pazienti di fumare qualche sigaretta per approfittare di un momento di “distensione”.

Perché dunque tutte queste menzogne sul caffè e sul cioccolato, che si differenzia per il fatto che contiene teobromina invece che caffeina, pubblicizzati come prodotti energetici?

In questo mondo sempre più aberrato, dove i valori etici e morali stanno scomparendo, bisogna seguire il filo del denaro per scoprire il motivo del persistere di false teorie e nefaste abitudini, come succede con il tabacco, che nonostante anche i sassi ormai sappiano che accorcia la vita, continua ad essere venduto ovunque e in certe nazioni, come in Italia, lo stato vuole essere sicuro di essere l’unico ad approfittare di questa sorgente di denaro che procura morte prematura ai suoi cittadini, beneficiando quindi anche l’ufficio pensioni.

La coltivazione del caffè è la più grande del mondo. Supera ogni altra massiccia coltivazione, quella del frumento, del granoturco, del tabacco, della soia.

Come in tutte le coltivazioni intensive, fertilizzanti, diserbanti, e altri prodotti chimici vengono usati senza controllo, in quanto in quei paesi le cui risorse principali dipendono dal caffè, le leggi che dovrebbero regolare la sua coltivazione e le attività correlate sono alquanto permissive.

Le conseguenze sono inquinamento ambientale, maltrattamento della mano d’opera, malattie professionali, avvelenamento da sostanze chimiche, distruzione della flora e fauna native, violazione dei diritti dell’uomo.

Un buona parte del pianeta viene coltivata a caffè, cacao, the, canna da zucchero, barbabietole, uve da vino, per l’ottenimento di sostanze che non sono alimenti ma stimolanti, droghe leggere lecite.

Se al loro posto venisse coltivata frutta e verdura, non esisterebbe la fame e la popolazione sarebbe certamente più sana.

Parecchie cose gravitano intorno al caffè. La macchina del caffè che si rompe è un problema per un bar. Un bar senza caffè non sopravvive.

Un mio amico era titolare dell’ultimo bar prima della zona industriale di una città, ed era il primo dall’uscita dell’autostrada. Apriva alle 5 del mattino e quando alzava la serranda c’era già gente fuori ad aspettare. Alle 11 del mattino aveva già fatto più di 1000 tra caffè e cappucci, oltre alla vendita di brioches e biscotti. dietro al banco aveva una grossa cesta dove riponeva centinaia di tazzine che il personale non riusciva a lavare per stare dietro alla richiesta di caffè nelle prime due ore. Risolse il problema costruendo un altro bar al lato opposto della strada, ma ben presto i caffè erano diventati 2000, 1000 per bar. Lui deve la sua fortuna al caffè e come lui molti altri, in un modo o nell’altro.

Non possiamo dire quindi che il caffè non sia popolare, non è il gusto che lo ha reso tale, che deve essere calmierato dallo zucchero e dal latte, ma piuttosto deve la sua popolarità all’effetto stimolante tipico delle droghe.

Naturalmente ci sono istituti di ricerca assoldati dalle compagnie del caffè, che ti dimostrano che il caffè rende più attivi, che il cioccolato rende felici, ma omettono di dire che il prezzo da pagare non è solo quello della tazzina di caffè o della barretta di cioccolato. La salute viene progressivamente compromessa, ma raramente lo si associa al caffè e questo è il vero prezzo da pagare.

Caffè Biologico

Nei negozi di alimenti biologici troviamo anche il caffè e il the biologico. Inoltre ci sono anche caffè provenienti da gruppi che gravitano intorno al consumo equo solidale.

Per quanto si voglia aiutare i coltivatori indipendenti e boicottare le grandi arroganti compagnie, il caffè è comunque un veleno sia che provenga dal mercato equo solidale o che sia biologico, non è meno dannoso di quello delle confezioni 3 per 2 vendute al supermercato. E’ un veleno biologico o solidale

Come liberarsi

E questo è il paragrafo più importante di tutto l’articolo. Una volta compreso che il caffè non è così innocuo o addirittura benefico come vogliono farci credere i testimonials delle varie marche del caffè, è meno difficile liberarsi.

Puoi osservare che negli spot pubblicitari le compagnie del caffè non risparmiano, impiegano sempre personaggi molto popolari (e costosi), non delle anonime comparse. Il risultato delle campagne pubblicitarie di solito supera le più ottimistiche aspettative. Non c’è bisogno di fare pubblicità al caffè, le varie società cercano solo di convincerti che il loro caffè è più buono di quello di un’altra società, ma l’acquisto avviene principalmente in base alla simpatia suscitata dal testimonial. Poi magari varie marche di caffè lo comprano dagli stessi fornitori e torrefattori.

Viviamo in un mondo di immagine associata all’emozione. Un veleno può essere fatto passare per prodotto energetico con una bella confezione e una divertente scenetta di 120 secondi.

Ma se stai leggendo questo articolo e non stai pensando: “Ma questo è pazzo!” riferendoti a chi l’ha scritto, sei sulla strada giusta per liberarti dalla trappola del controllo mediatico.

Per liberarsi del caffè si può passare al caffè decaffeinato, che credo che sia comunque tossico per le tracce di solventi usati per estrarre la caffeina e poi chissà cosa altro ci fanno.

Spesso si ritorna in breve tempo al “vero” caffè e ci si ritrova da capo.

Un altro potrebbe essere il caffè d’orzo, e questo mi sembra il miglior sostituto. Il concetto di sostituire tuttavia indica la presenza del rimpianto dell’amata bevanda. Ce ne vogliamo liberare perché ci fa male, ma ci manca tutto il resto, il background associato ad esso.

Mi ricordo un periodo vissuto alla Franz Kafka a Puerto Banus dove leggevo libri seduto a un tavolino fuori del bar Sinatra, sulla banchina del porto e sorseggiavo da una tazza da cappuccino un forte espresso doppio seguito da una corposa sigaretta di tabacco nero Ducados.

Beh, allora se qualcuno mi avesse chiesto di disintossicarmi dal caffè e dal tabacco, lo avrei guardato come se mi avesse chiesto di tagliarmi due dita della mano destra. Il mio coinvolgimento nella vita sintetica ed artefatta era allora troppo profondo per permettermi di rinunciare ai gesti e ai riti di aggregazione come offrire un caffè ed accettare una sigaretta.

Non è facile.

La soluzione che ho adottato è stato quello di smettere di colpo di prenderlo. Mi annoiano i programmi, li inizio e poi non li porto avanti, e visto che non mi importa gran che degli effetti indesiderabili temporanei, per me è stata la soluzione meno fastidiosa .

Questi effetti nel mio caso sono stati: un mal di testa terribile per quattro giorni, che allentava la sua morsa quando mi stendevo per dormire e si ripresentava al risveglio.

Avevo anche un male agli occhi come se qualcuno li comprimesse dentro le orbite con il pollice. L’odore della sigaretta mi era particolarmente sgradevole. Dopo quei quattro giorni sono stato particolarmente bene, avevo una piacevole sonnolenza improvvisa, ogni volta che delle sostanze tossiche entravano in circolo mi trovavo addormentato e mi svegliavo di colpo dopo un minuto. Mi è successo parecchie volte in una settimana. Andare di corpo era diventato un ricordo e l’uso del clistere e una dieta di frutta e verdura mi hanno rimesso in carreggiata.

Questa è stata la mia esperienza, fatta più di una volta perché sono ricaduto ancora un paio di volte in quanto allora non ero completamente convinto fino a che punto fosse un veleno il caffè e cosa causa all’organismo invece di dare la cosiddetta e malcompresa “carica”.

La tua esperienza potrebbe essere diversa se decidessi di disintossicarti dal caffè, ma quasi tutti quelli che si sono avventurati in questa impresa hanno avvertito mal di testa e stitichezza, ma questi sintomi vengono alleviati se nel frattempo applicassi una dieta di frutta e verdura, o una di transizione, se per te tale dieta fosse un cambiamento troppo drastico.

Anche i clistere aiutano parecchio.


INFINITE GRAZIE  LUCIANO GANAZZA    :-)

Sapevi che decenni fa quando il medico andava a compiere le visite a domicilio senza sostegno di alcun laboratorio per comprendere la funzionalità del fegato invitava a bere il caffè? A seconda della reazione del paziente capiva se la “disfunzione” avveniva in 1. fase oppure nella 2. fase.

Invece che assaggiava le urine, annusava l’ombelico lo sapevi, vero?


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Un abbraccio


Anita

www.anita-kalsek.it

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26
Mag

PENSIERO POSITIVO

   Posted by: Anita Tags: , ,


Ciao,

se stai leggendo questo Articolo è perché sei interessato al pensiero positivo e, probabilmente, lo sei perché non sei soddisfatto della qualità della tua vita.

Le persone sono preoccupate, molto spesso, troppo, e il loro tempo, donatoci da Dio, viene cosi letteralmente buttato via. Risultato? Nessuno, se non altri pensieri negativi, situazioni odiose, relazioni sempre più insoddisfacenti e una visione della vita futura tetra e nebbiosa come le terre di Mordor.

Il Pensiero Positivo può migliorare la qualità della Tua esistenza, in modi che nemmeno immagini. Per contro, il pensiero negativo crea intorno a Te un’aura di malessere che favorirà il nascere, o meglio, il materializzarsi di tutta una serie di pensieri, eventi e circostanze energeticamente correlati…è questo ciò che vuoi?

Se hai letto fino a questo punto, allora sei almeno un poco convinto di voler cambiare. Forse non sei completamente centrato e congruente, ma almeno sai che il pensare negativo ti sta facendo del male!

La cosa fondamentale per iniziare a Pensare Positivo è questa: Tu sei il solo responsabile di ciò che ti frulla ora in testa. Se attualmente hai una valanga di pensieri nebulosi e scoraggianti che ti attanagliano la vita quotidiana è solo perché la Legge di Attrazione non fa altro che ubbidirti: più pensi negativo e più essa ti invia altri pensieri negativi….ora dopo ora, giorno dopo giorno.

Smettila!

Ogni giorno prenditi almeno 15 minuti per fare questo “gioco”.

Inizia ora e rispondi a queste domande:

1 - Se pensi alla Tua vita tra 5 anni ti senti preoccupato?
2 - In una brutta situazione ti aspetti che l’evento finisca peggio di come è iniziato?
3 - Se stai vivendo - o hai vissuto - un bellissimo evento pensi sia solo fortuna?
4 - Sei circondato da persone pessimiste?
5 - Ti senti preoccupato in merito alle cose che non puoi cambiare?

Se hai risposto si alla maggior parte di queste domande allora sei un pessimista e devi iniziare a cambiare rotta!

Focalizzati sulla tua vita attuale, prendi una situazione, o una tua relazione in cui sai che ci sono dei blocchi e tutta una serie di pensieri che ti fanno stare male e….incomincia - da ora - a guardarli dall’alto, dal basso, di lato…prima erano problemi, ora sono soltanto situazioni, prima la tua relazione era un crack completo ora è solo il rapporto tra 2 persone che devono imparare a…respirare e a lasciar andare

Fino a pochi minuti fa la tua vita era fatta di problemi, e ogni evento o rapporto interpersonale ti portava a veder in essi solo gli aspetti negativi, quelli che ti fanno stare male dentro al cuore e allo stomaco…ora, invece, il semplice vedere tutto questo da un altro punto di osservazione ti fa capire che le cose, le persone sono ciò che sono e hanno al loro interno solo ciò che Tu vuoi che abbiano.

Se un Tuo collega di lavoro è una persona odiosa, chiediti cosa ti fa arrabbiare in lui, osserva il motivo per cui provi rabbia. E perdonati per aver accettato questa rabbia.

Per accogliere e dissolvere la Tua rabbia leggi il post:


http://www.benesserericchezza.com/?s=ho%27oponopono

http://www.benesserericchezza.com/?s=paura+io+ti+disintegro

E dopo averlo fatto ti stupirai di come questa rabbia si sia dissolta.

Se il Tuo partner ti fa perdere le staffe perché è possessivo, è poco complice, poco affettuoso…osserva i sentimenti che provi in Te e, ancora una volta, perdonati per averli accettati entrare dentro la Tua vita.

Già sento un mormorio di persone e forse anche da parte Tua sull’efficacia e sul valore di questa tecnica.

Perché dovrebbe funzionare?
Funziona per un semplice motivo: cambiare le persone è sempre una pessima mossa, perché il risultato è deludente. Le persone di cui ti circondi, gli eventi che vivi e gli ambienti in cui ti trovi sono solo la proiezione materiale di ciò che hai materializzato con…il Tuo Pensiero.

Immagina di andare al cinema dove proiettano un film di avventura divertente, alla Indiana Jones Ti siedi tutto allegro, la proiezione inizia e dopo qualche minuto cominci ad inveire contro tutti perché vuoi vedere un film horror e non di avventura, e che ti diano ciò che desideri. Ma…in quel cinema oggi è in proiezione Indiana Jones! Assurdo, vero? Ma se l’hai scelto tu di andare in quel cinema, per guardare quel film?

Sai una cosa? E’esattamente questo il modo in cui vivono milioni di persone: scelgono pensieri, emozioni, gli eventi, persone e circostanze e….quando esse si manifestano…bum! Si lamentano e cercano disperatamente di cambiare ciò che hanno già creato.

Soluzione: non ti piace il film di Indiana Jones? Esci dal cinema ed entra in un un altro dove proiettano una pellicola a te più consona…ecco cosa devi fare da subito.

Il Pensiero Positivo inizia da una scelta congruente, che Tu puoi fare da subito: vittima o creatore?

Se vuoi essere creatore allora la qualità della tua vita migliorerà drasticamente, attirerai vibrazionalmente tutto ciò che è in risonanza con te e contribuirai non solo ad evolvere te stesso ma a favorire l’espansione dell’intero universo…

Con Amore e Speranza.

Fausto Petrone

http://www.legge-di-attrazione.net/

22
Mag

Amore…

   Posted by: Anita Tags:

Ciao :-)

i prossimi due post Ti saranno donati dal mio carissimo amico - Fausto Petrone

Amore

Passato il giorno degli innamorati - passato san valentino - ho deciso di scrivere dell’amore. Non per una provocazione ma per rendere omaggio. L’amore me lo chiede…
Cosa sarebbe la nostra vita senza quella cosa meravigliosa chiamata amore. Il più grande paradosso di tutti i tempi: quando manca l’amore il vuoto, ma quando c’è arrivano i dubbi, le paure, la sofferenza, la gelosia.

Così quella cosa tanto meravigliosa nel pensiero diventa altrettanto sofferta nella realtà. Come è possibile? Non è che per caso ci siamo sbagliati? Sicuramente sì. C’è stato un errore all’origine. Qualcosa deve non aver funzionato nella nostra valutazione del concetto di amore.

Un sentimento così nobile che qualche dopo diventa deludente, pesante, oppressivo. Nella vita ci sono pochi obblighi che meritano di essere osservati ed uno di questi è l’obbligo di capire l’amore. Capire l’amore è capire la vita ed in fondo ognuno di noi è alla ricerca dell’amore. Quello vero. Lo cerchiamo ovunque, in ogni sguardo, in ogni sorriso, in ogni angolo, in ogni carezza. Lo cerchiamo in ogni nostra nuova relazione. Ogni volta pensiamo sia la volta buona… ogni volta si rivela quella sbagliata.

Tutti si chiedono perché? Cosa avranno sbagliato? Dove si nasconde questo tesoro prezioso, questo sentimento che sembra non appartenere a questo mondo.
Nel porsi domande e nel continuare a cercare si perpetua la sofferenza e la frustrazione.

Sapete perché?
Perché state cercando dalla parte sbagliata. State cercando fuori invece di cercare dentro. Solo in quel dentro troverete l’amore. In quel dentro che siamo noi. Noi siamo l’amore. L’amore non è un uomo, un figlio, un lavoro, una passione. L’amore è una condizione dell’anima infinita e permanente, Non ha confini né identità. Nessuno ce lo regala e nessuno ce lo può togliere.

Volete capire l’amore?
Volete capirlo davvero? Allora smettete di chiedere. Smettete di identificare l’amore con il vostro bisogno. L’amore può solo dare. Nient’altro. Fermati un momento e riflettete. Ogni volta che volete cambiare l’altro, che vi aspettate che si comporti come a voi fa piacere, ogni volta che pretendete, trattenete, possedete quello non è amore.

L’amore non chiede, ama.

Vi consiglio un libro che nel mio percorso di crescita è stato fondamentale “Undici minuti” di P Coelho. Maria, la protagonista,nel suo diario scrive una frase che ancora oggi mi accompagna che, ogni volta che mi trovo in preda al dubbio, mi ripeto “La vera esperienza di libertà è avere la cosa più bella del mondo senza possederla”.

Rileggetela. Rileggetela ancora. L’amore rende liberi. Rende liberi noi e gli altri. Non è un do ut des.
Quando riuscirete a dare amore senza chiederne indietro, quando riuscirete ad amare senza aspettarvi che l’altro sia come vorreste che fosse, allora avrete l’esperienza dell’amore. L’amore vi pervaderà e sarete completi e felici. Gli altri verranno a voi come il metallo alla calamità perché l’amore è magia ed ognuno di noi ha bisogno di magia.

Voi sapete cosa vuol dire vivere al 200%?

Vuol dire non avere bisogno di nessuno che vi completi. Vuol dire che sarete completi da soli. Allora l’amore vi inonderà l’anima e gli altri non saranno più la vostra metà della mela (a volte bacata) ma il vostro più, il vostro contorno, meraviglioso, piacevole, colorato ma pur sempre contorno.

A cura di Giordana&Fausto

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