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La rosa
Carissima visitatice o gentilissimo lettore,
oggi, nel nostro salotto prenderà la parola … Felicia di: www.felicementericca.com!
Conosci il detto : “Due uomini guardano dalla finestra di un carcere; uno vede il cielo l’altro le sbarre”?
E’ un modo elegante di far notare come una stessa situazione possa essere percepita nel modo assai diverso. Qualche giorno fa raccontavo a Felicia di come una mia conoscente si fosse premurata ad avvertirmi che la rosa accanto alla voce donazione (guarda sulla destra del blog)) significasse che a secondo della donazione che riceverò sarò disposta a ricambiare con le prestazioni sessuali!!!
Ora, io ammetto di essere assidua lettrice di “Il Giardino Profumato per la ricreazione dell’anima” (arte amatoria araba) tuttavia credo che ci sia una certa differenza…;-))
E’ vero anche che Io amo le rose, coltivo i rosetti (pochi ahimè, per ora) e mi inebrio nella vasca del bagno dai loro petali oppure preparo con loro i manicaretti…e le ricevo anche in omaggio ;-)… eppure finora non conoscevo l’interpretazione avanzata dalla mia amica…c’è sempre da imparare ;-))
Ora Ti invito a leggere il punto di vista di Felicia e scegli se nella Vita vuoi cercare il cielo oppure sofFermarti sulle sbarre ;-))
LA ROSA
Simbolo di soavità, di grazia, di bellezza, di perfezione e di purificazione nello spirito; è il fiore più espressivo, simbolo d’amore e di dolore. Inoltre la rosa, che con le spine cerca di difendersi dalla profanazione, simboleggia anche riservatezza e silenzio. La rosa è stata in ogni tempo l’emblema della bellezza, della vita, dell’amore. Secondo la mitologia greca e romana la rosa è nata dal sangue di Adone e da quello di Venere, per questo rappresenta l’amore che genera e riproduce la vita.
Ecate, dea degli inferi, era talvolta rappresentata coronata di rose a cinque petali: il cinque indica la fine di un ciclo (4) e l’inizio di uno nuovo (4+1).
La rosa è per gli occidentali quello che il loto è per gli orientali: insieme di spiritualità e di terreno, la manifestazione di ciò che si eleva e sboccia al di sopra delle acque primordiali, il volto splendente della Madre. Designa la perfezione assoluta, un compimento senza difetti. Accompagna da sempre le tappe più importanti del cammino umano e ne segna spesso, i capitoli più nobili ed espressivi della sua evoluzione. Si può contemplare come un mandala orientale e considerarla un centro mistico occidentale.
La rosa è sempre stata un elemento indispensabile di cerimonie religiose o laiche come i festini ed è passata indenne dai pagani ai cristiani, sempre con lo stesso significato di perfezione.
La rosa è stata, dall’inizio della storia conosciuta, il fiore di Venere (con serti di rose e mirto si cingevano le sue statue). L’isola di Rodi si dice debba il suo nome alla rosa, ed era detta l’isola delle rose: essendo la terra natale di Athena, questo fiore era sacro anche alla dea della saggezza legandosi così sia alla bellezza fisica sia all’amore sia a qualità più spirituali. Il governo di quest’isola, coniò monete con impresso il simbolo della rosa.
Secondo un mito non molto conosciuto, Marte, il dio della guerra, nacque da una rosa. Non per niente, in tempo di pace era anche il protettore dei giardini!
La leggenda dice che il favoloso re Mida, quello che trasformava in oro tutto ciò che toccava, nel suo giardino coltivasse rose che, si diceva, avevano ben sessanta petali.
Cleopatra portava sempre al collo un cuscinetto ripieno di profumatissimi petali di rosa, dei petali erano sparsi anche sugli mobili e letti.
Nell’antica Roma, lungo il percorso dei vincitori venivano sparsi petali di rosa. Poiché gli antichi romani erano grandi consumatori di rose e farle venire dall’Egitto, dove esistevano enormi coltivazioni, costava una fortuna, ecco che furono creati vivai nell’Italia del sud, come racconta Seneca. Nell’antica Roma, testimoniate fin dal I secolo d.C., si tenevano le Rosalia o festa delle rose, che rientravano nel culto dei morti. Ricorrevano tra l’11 maggio e il 15 luglio, la rosa è simbolo di rigenerazione, per questo venivano portate sulle tombe degli avi, offerte ai Mani dei defunti. Quest’uso si è conservato in alcune regioni d’Italia, dove la domenica di Pentecoste è detta “Pasqua delle rose“. Deriva anche dall’antica festa di Pentecoste dei primi cristiani, quando la rosa rappresentava anche lo Spirito Santo e, nella ricorrenza indicata, petali di rose venivano fatti cadere sui fedeli dal lucernaio della cupola dell’antico Pantheon, diventato Santa Maria dei Martiri, a simboleggiare le lingue di fuoco della sapienza.
Generalmente la Rosa è associata con la generazione, la fecondità e la purezza, essa fu eletta simbolo della “Devozione Mistica” e quindi, dello sviluppo morale del Cuore, per questo, è considerata dai popoli cristiani come l’Emblema dell’Amore Virtuoso e perciò, della Carità Pietistica di Maria.
È il testimone dello stato Trascendentale che l’uomo deve raggiungere, quando, avendo purificato il proprio sangue da ogni “egoistico” desiderio, diverrà puro e immacolato come questo fiore.
In quest’uomo è fiorita la Rosa Mistica della Rivelazione Divina, egli riconosce se stesso, come il Figlio di Dio.
Nell’alchimia la rosa bianca e la rosa rossa sono il simbolo del sistema dualistico, dei due principi originari e una rosa con sette ordini di petali veniva posta in relazione ai sette metalli, ai sette pianeti conosciuti nell’antichità.
Per gli antichi Egizi la Rosa era il simbolo della “Conoscenza Segreta“, questa era consacrata ad Iside, antica divinità femminile.
Nell’iconografia della mistica cristiana la rosa, per la bellezza, il profumo, per il mistero della sua forma apprezzata da tempo immemorabile e per il colore per lo più rosso, il simbolo antichissimo dell’amore, indica la coppa che raccolse il sangue di Cristo o la trasformazione delle gocce di questo sangue o le ferite di Cristo stesso. La rosa a cinque petali rappresenta le cinque piaghe di Cristo.
Il rosone gotico e la rosa dei venti segnano il passaggio dal simbolismo della rosa a quello della ruota. Questo fiore rispecchia fedelmente la Ruota del Tempo, quando illumina i “Rosoni” delle alchemiche Cattedrali Medioevali, oppure, quando diventa oggetto di meditazioni trascendentali ed infine, quando si fa costante elemento ornamentale dell’Era Rinascimentale o Barocca.
Il roseto è il luogo della contemplazione anche nel misticismo musulmano, è l’immagine dell’uomo rigenerato. Ed è anche l’immagine del rosario: una serie di piccole rose che formano un roseto, appunto.
La rosa, regina dei fiori, è coltivata dalla notte dei tempi. Considerata simbolo di eleganza, bellezza e fragilità, è il fiore più cantato dai poeti e nominato dagli antichi scrittori.
È stata nominata nel Vecchio Testamento, si trova rappresentata nelle tombe egiziane e Omero ci dice che Aurora, dea del mattino, con “dita di rosa” dipinge di colore il mondo ad ogni alba. Dante paragona l’amore paradisiaco al centro di una rosa. Pier Paolo Pasolini e Umberto Eco non hanno saputo resistere alla tentazione di usarla come pietra di paragone per esseri umani o divini, come titolo di un’opera.
Ma alla rosa venivano attribuiti anche significati magici. Apuléio, nella favola dell’Asino D’oro, racconta come Lucio, stanco di essere condannato a restare nel corpo dell’animale, invochi Iside per ritornare uomo e questa gli consigli di mangiare una corona di rose.
Troviamo le rose anche nel Piccolo Principe di Saint-Exupéry: “Coltivano cinquemila rose in un unico, modesto giardino, e non trovano ciò che cercano. E pensare che quel che cercano lo possono trovare in un’unica rosa. Ma gli occhi sono ciechi, con il cuore bisogna cercare“.
Con l’inizio del cristianesimo la rosa è coltivata perché le sue spine ricordano la passione di Cristo, pian piano passa al culto della Madonna, il cui cuore è raffigurato trafitto da spine di rosa. I giardini dei conventi sono pieni di rosai, rose coronano le sante, santa Rosa da Lima cambia il proprio nome: da Isabella diventa Rosa ed è la “rosa del Nuovo Mondo”. Simbolo anche della riservatezza, una rosa stilizzata a cinque petali fu spesso utilizzata per ornare i confessionali con la scritta “sub rosa”, sotto il sigillo del silenzio e della discrezione.
Quello dei Rosacroce fu un importante movimento esoterico nato in Germania agli inizi del XVII secolo che aveva come simbolo una croce al cui centro, al posto del cuore del Cristo, c’era una rosa.
E per finire un’ultima, ma quanto mai efficace considerazione, si può oltremodo pensare che la Rosa, oltre ad essere il simbolo della bellezza, della grazia e della freschezza divina, possa anche rappresentare il mitico “Atanor“, il leggendario ed emblematico crogiuolo alchemico degli antichi sapienti, Sacro simbolo del Segreto più Sublime, alchemica manifestazione dei misteri della vita, poiché la Rosa, affine alla Scienza Sacra, può rappresentare per coloro che sanno interpretarla, la chiara rivelazione della “Vera Conoscenza“.
E’ dunque semplice a questo punto, rendersi conto di come questo splendido fiore, proprio per le sue peculiari qualità, possa aver ispirato la mente umana nelle più nobili allegorie e di come, possa essere stata e tuttora è, nei Circoli Iniziatici Occidentali, il simbolo per eccellenza della Naturale Evoluzione Spirituale Umana.
Max Heindel, nella sua “Cosmogonia”, afferma: “La Rosa, come ogni altro fiore, è l’organo generativo della pianta, il suo verde stelo, porta il sangue vegetale incolore e privo di passione.
La Rosa di color rosso sangue, rappresenta il corpo umano ricolmo di passione; ma nella Rosa, il fluido vitale non è sensuale: è casto e puro.
Essa è perciò un eccellente simbolo dell’organo generativo nella condizione di purezza e santità, alla quale l’uomo giungerà, dopo che avrà lavorato e purificato il proprio sangue dal desiderio, quando sarà diventato casto e puro, partecipando della natura del Cristo. (La “Cosmogonia dei Rosacroce”, pag. 379).
Concludo con una ricetta per la pelle:
Ti servono 6 rose ben fiorite (preferibilmente da un giardino e non da una serra). Metti a bollire un bicchiere di acqua di fonte (oppure acqua minerale di qualità). Quando l’acqua avrà raggiunto il punto di ebollizione, butta i petali delle rose e copri il vaso, spegnendo la fiamma. Usa l’acqua cosi ottenuta per rinfrescare il viso durante la giornata. Utilizzata con costanza, quest’acqua, ti regalerà una pelle vellutata come un petalo di rosa…..
P.S. L’immagine di questo articolo dove il Bambino Gesù porge delicatamente una rosa alla Vergine, si chiama ”La Madonna della rosa“, quadro dipinto da Elisabetta Sirani (1638-1665), una donna molto interessante…
Grazie per la pazienza di aver letto fino qui e un’abbraccio dal cuore, Felicia
Un abbraccio al profumo delle rose ;.)
Anita
Tags: carcere, manicaretti, rosa

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